Stati Uniti, guerra commerciale alla fine del mondo? I dazi di Trump colpiscono anche isole remote

Il presidente Donald Trump ha annunciato mercoledì un dazio minimo del 10 per cento sulle importazioni degli Stati Uniti da tutto il mondo, colpendo dunque anche le produzioni di alcune isole in parte disabitate e quasi agli antipodi del pianeta.
Nell'elenco dei 185 Stati inclusi nelle tariffe doganali, che Trump ha chiamato una "dichiarazione di indipendenza economica", figurano le isole Heard e McDonald, un territorio esterno dell'Australia, e Jan Mayen, un territorio norvegese nell'Oceano Artico.
Che producono le isole Heard e McDonald e Jan Mayen colpite dai dazi Usa
L'isola Heard e le isole McDonald sono tra i luoghi più remoti della Terra, accessibili solo attraverso un viaggio in barca di due settimane dall'Australia e abitate principalmente da pinguini e foche.
Le visite sono altamente limitate per preservare l'ecologia del luogo e richiedono un permesso.
Nonostante non abbiano un'economia propria, le isole saranno colpite da Washington con una tariffa del 10 per cento, in quanto parte dell'Australia. Si tratta di uno dei numerosi "territori esterni" sotto il governo di Canberra, insieme alle Isole Cocos (Keeling), a Christmas Island e all'Isola di Norfolk.
Quest'ultima, un'isola minuscola con una popolazione di 2.188 abitanti, è stata colpita da una tariffa del 29 per cento, superiore addirittura a quella applicata alle importazioni dall'Australia continentale.
Il primo ministro australiano, Anthony Albanese, ha dichiarato di non essere sicuro del motivo per cui Norfolk Island sia stata inclusa nelle misure volute dalla Casa Bianca.
"Non sono sicuro che Norfolk Island sia un concorrente commerciale della gigantesca economia degli Stati Uniti", ha dichiarato Albanese ai media australiani, affermando che la mossa "esemplifica il fatto che nessun luogo sulla Terra è esente".
Quanto importano gli Stati Uniti da isole remote in Australia e Norvegia?
Secondo dati della Banca Mondiale, nel 2022 gli Stati Uniti hanno importato 1,4 milioni di dollari di prodotti dalle isole Heard e McDonald, descritti come “macchinari e attrezzature elettriche”.
Secondo i dati del governo federale, negli ultimi tre anni gli Stati Uniti hanno registrato un deficit commerciale anche con Norfolk.
L'isola ha esportato merci per 300mila dollari nel 2022, 700mila nel 2023 e 200mila nel 2024, importando beni statunitensi per 100mila dollari ogni anno. Le importazioni dagli Stati Uniti sono rimaste a 100mila dollari in quegli anni.
Nel 2023 l'isola ha esportato verso gli Usa 413mila dollari (373mila euro) di calzature in pelle, secondo l'Observatory of Economic Complexity. Un portavoce dell'amministratore di Norfolk ha dichiarato all'emittente australiana Sbs News, tuttavia, che l'isola non ha "alcuna esportazione nota" negli Stati Uniti.
"Il turismo è la principale industria di Norfolk Island e il principale motore dell'attività economica", ha dichiarato il portavoce dichiarandosi confuso sulla decisione.
La guerra commerciale non ha risparmiato il territorio norvegese di Jan Mayen, che è stato sottoposto a una tariffa doganale del 10 per cento insieme all'arcipelago delle Svalbard.
L'isola, di origine vulcanica, non ha una popolazione permanente. I suoi unici abitanti sono 18 persone che lavorano per le forze armate e per l'Istituto meteorologico del Paese durante l'inverno e 35 che arrivano per i mesi estivi.
L'arcipelago delle Svalbard ha in totale una popolazione di quasi 3mila abitanti, che vive principalmente di pesca e turismo, dopo la chiusura dell'attività mineraria.
Il primo ministro della Norvegia, che deve affrontare tariffe doganali del 15 per cento, Johas Gahr Støre, ha descritto la mossa come una "cattiva notizia" in un'intervista all'emittente pubblica NRK.
Secondo l'emittente, circa l'8 per cento delle esportazioni norvegesi continentali sono destinate agli Stati Uniti, il terzo mercato di sbocco del Paese.
La tassa del 10 per cento prevista da Trump impatta anche su Diego Garcia, un'isola britannica nell'Oceano Indiano, popolato esclusivamente da circa 3mila militari di Regno Unito e Stati Uniti.