Corruzione: il capo di gabinetto di Zelensky Yermak si dimette. Gli subentra Umerov
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato venerdì che il suo capo di gabinetto, Andriy Yermak, ha rassegnato le dimissioni a seguito del caso di corruzione che ha coinvolto la società statale di energia nucleare Energoatom.
Le autorità anticorruzione ucraine hanno perquisito l’abitazione di Yermak venerdì mattina nell’ambito dell’inchiesta, che prosegue da diverse settimane. Lo stesso Yermak ha dichiarato di collaborare pienamente con gli investigatori, affermando tramite i social media:
"Gli investigatori hanno avuto pieno accesso al mio appartamento e i miei avvocati sono sul posto. Da parte mia sto fornendo completa collaborazione."
Zelensky ha nominato Rustem Umerov a capo della delegazione Ucraina per i negoziati di pace, in sostituzione di Andriy Yermak. Lo riferiscono i media ucraini.
Segretario del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa dell'Ucraina, Umerov ha ricoperto in passato il ruolo di ministro della Difesa del governo di Kiev.
Le perquisizioni e l’indagine Energoatom
L’indagine è condotta dall’agenzia nazionale anticorruzione ucraina (Nabu) e dalla Procura speciale anticorruzione (Sapo). Secondo quanto riportato dagli investigatori, il caso Energoatom riguarda presunte frodi e tangenti pagate dagli appaltatori della società statale, con fondi riciclati per circa 100 milioni di dollari.
Secondo le autorità, l’indagine ha rivelato che la gestione strategica di Energoatom - con un fatturato annuo di oltre 4 miliardi di euro - non era condotta dai funzionari ufficiali, ma da persone esterne prive di qualsiasi autorità formale. Le tangenti ammontavano al 10-15 per cento del valore di ciascun contratto, spesso legato alla costruzione di fortificazioni contro gli attacchi russi.
Altri alti funzionari coinvolti
L’inchiesta ha già portato alle dimissioni di figure di alto profilo: la ministra dell’Energia Svitlana Hrynchuk e Herman Halushchenko, ex ministro dell’Energia dal 2021 al 2025, recentemente dimessosi anche dal ruolo di ministro della Giustizia.
Il principale sospettato indicato dagli investigatori è l’uomo d’affari Timur Mindich, ex socio di Zelensky prima della sua presidenza. Mindich sarebbe stato il promotore dello schema di corruzione, e già in passato Zelensky aveva introdotto sanzioni contro di lui.
Reazioni e contesto
Il caso Energoatom rappresenta la più grande inchiesta anticorruzione dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. La dimissione di Yermak, figura chiave della presidenza, segna un punto critico nella lotta alla corruzione interna, mentre il governo ucraino ha avviato un audit straordinario su tutte le società statali.
Le autorità sottolineano che il procedimento è ancora in corso, ma l’uscita di Yermak dimostra la pressione politica e giudiziaria crescente sui vertici del governo, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza e la legalità nelle istituzioni statali.
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