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Spazio, guerra informatica: gli attacchi ai sistemi spaziali crescono

Business • Nov 29, 2025, 6:30 PM
3 min de lecture
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Un nuovo rapporto del Center for Security Studies (Css) dell’ETH Zürich lancia l’allarme: satelliti e infrastrutture di comunicazione sono sempre più esposti alle operazioni di guerra informatica, una tendenza che si è accentuata nel contesto del conflitto a Gaza. Lo studio ha censito 237 attacchi informatici al settore spaziale tra gennaio 2023 e luglio 2025, mostrando un comportamento coordinato dei gruppi di hacktivisti a livello globale.

Il picco durante lo scontro Israele–Iran

Secondo l’autrice del rapporto, Clémence Poirier, il periodo più critico è stato giugno 2025, quando Israele e Iran si sono fronteggiati per 12 giorni in un’escalation politica e militare. In quel solo mese sono stati registrati 72 attacchi, quasi un terzo di tutti gli incidenti dell’intero arco temporale analizzato. Lo studio evidenzia che i due conflitti – Gaza e Israele-Iran – si sono influenzati reciprocamente, portando gli attori ostili a colpire bersagli analoghi in entrambi i teatri.

Chi ha condotto gli attacchi?

Dall’analisi delle fonti aperte emerge che quasi tutti i 237 episodi sono riconducibili a gruppi filo-palestinesi, anche se gli autori precisano che operazioni filo-israeliane potrebbero essere avvenute fuori dallo spazio pubblico. Lo studio sottolinea inoltre che Hamas non dispone di satelliti o infrastrutture spaziali proprie, un fattore che ha portato gli attacchi a concentrarsi su istituzioni e aziende di difesa.

Gli obiettivi più colpiti

Durante il conflitto a Gaza, gli hacktivisti hanno preso di mira 77 organizzazioni legate allo spazio, tra cui:

  • Israel Space Agency (Isa)
  • Rafael Advanced Defense Systems
  • Elbit Systems
  • Organizzazioni internazionali come la Nasa

Gli esperti precisano che le aziende del settore aerospaziale e della difesa sono state colpite non tanto per le loro attività spaziali, quanto per il loro ruolo nella produzione di equipaggiamenti militari.

Che tipo di attacchi sono stati condotti?

Oltre il 70 per cento degli episodi rientra nella categoria dei DDoS (Distributed Denial of Service), uno strumento relativamente semplice da eseguire, rapido e spesso utilizzato per distrarre da operazioni più sofisticate. Gli altri attacchi includono:

  • furti o fughe di dati
  • intrusioni
  • violazioni di sistemi interni

In alcuni casi, fughe di dati e vendite su forum di cybercriminalità sono state sincronizzate con fasi cruciali del conflitto, sebbene lo studio avverta che dimostrare un legame diretto è complicato.

Un caso emblematico riguarda un attacco del 2023 della “Cyber Army of Palestine” contro l’ISA, che ha utilizzato codice molto simile a quello dell’IT Army of Ukraine, a testimonianza della circolazione transnazionale delle tecniche hacker nei moderni conflitti.

Un fenomeno destinato a crescere

Nonostante la maggior parte degli attacchi non abbia causato danni fisici significativi, il rapporto conclude che la guerra informatica contro il settore spaziale è ormai una costante nei conflitti moderni. La facilità con cui è possibile colpire infrastrutture critiche, insieme alla visibilità simbolica dello spazio, attira sempre più l’interesse degli hacktivisti.

Per questo il Css invita a sviluppare strategie di cybersicurezza dedicate all’ambito spaziale, in modo da proteggere satelliti e sistemi di comunicazione da attacchi che, in un futuro sempre più militarizzato, potrebbero avere conseguenze ben più profonde.