Attacchi russi a Kiev, blackout e risposta ucraina: Umerov guida la delegazione per la pace
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato che nelle ultime ore la Russia ha lanciato circa 36 missili e quasi 600 droni contro Kiev e le aree circostanti. Gli attacchi hanno preso di mira soprattutto infrastrutture energetiche e civili, causando ingenti danni, incendi in edifici residenziali e decine di feriti.
Al momento sono segnalati almeno tre morti. Zelensky ha espresso cordoglio per le vittime e rivendicato la necessità di mantenere elevata la capacità di difesa aerea dell’Ucraina.
Le conseguenze sull’infrastruttura energetica si sono manifestate rapidamente: secondo il ministero dell’Energia ucraino, oltre 600.000 persone sono rimaste senza corrente, di cui circa 500.000 nella sola Kiev, più di 100.000 nella regione e circa 8.000 nella zona di Kharkiv.
Ucraina risponde: attacchi a petroliere e terminal petrolifero russo
In una contro-mossa, l’Ucraina ha rivendicato l’attacco con droni navali a due petroliere — la Virat e la Kairos, ritenute parte della cosiddetta “flotta ombra” russa soggetta a sanzioni; le navi erano dirette al porto russo di Novorossiysk. Secondo fonti ucraine, l’operazione è stata condotta con droni marini denominati “Sea Baby”. Entrambe le petroliere hanno riportato danni, ma senza vittime a bordo.
Parallelamente, un terminal petrolifero del Caspian Pipeline Consortium (Cpc) vicino a Novorossiysk è stato danneggiato da un attacco con imbarcazioni senza pilota. Il terminal ha subito danni significativi, le operazioni di carico sono state sospese e le petroliere in porto sono state rimorchiate fuori dalle acque CPC. Non si registrano feriti tra il personale.
Il Cpc è una delle principali vie di esportazione del petrolio kazako e russo verso Europa e Asia, tramite il terminal di Novorossiysk. Interruzioni come quella attuale – dovute agli attacchi con droni o imbarcazioni — impattano sui flussi energetici globali. Dopo l’attacco, il consorzio ha sospeso temporaneamente il carico di greggio e le operazioni sono riprese soltanto dopo la revoca dell’allarme.
Cambio di guida per la pace: Umerov prende il posto di Yermak
Nel frattempo, la scena diplomatica ucraina cambia. Dopo le dimissioni di Andriy Yermak, coinvolto in uno scandalo di corruzione, Zelensky ha nominato Rustem Umerov nuovo capo della delegazione ucraina per i negoziati di pace. La decisione arriva in un momento cruciale, mentre il conflitto si intensifica su più fronti.
La delegazione guidata da Umerov – che includerà rappresentanti della diplomazia, dell’intelligence e delle forze armate – è già in viaggio verso gli Stati Uniti, con l’obiettivo di definire in tempi rapidi nuovi passi diplomatici per porre fine alla guerra. Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina intende collaborare in modo costruttivo con Washington e altri partner, e conta su un negoziato “dignitoso e definitivo”.
Guerra su due fronti: guerra aerea e guerra economica
Gli attacchi su Kiev, le infrastrutture energetiche e le petroliere russe dimostrano come l’attuale fase del conflitto si giochi su più piani: non solo con armi tradizionali, ma anche con droni — aerei e navali — e con azioni contro le risorse economiche della Russia. Da una parte la popolazione ucraina subisce blackout e distruzioni; dall’altra, la logistica energetica russa risulta gravemente compromessa.
In questo contesto, la nomina di Umerov come capo delegazione per la pace appare come un segnale di determinazione da parte di Kiev: l’intenzione è affrontare la guerra non solo sul campo, ma anche al tavolo diplomatico, cercando un accordo di pace con la massima legittimità nazionale e internazionale.
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