Colloqui di pace Ucraina-Russia: l'Europa avrà voce in capitolo?
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In un momento in cui Donald Trump sta portando avanti da solo i negoziati bilaterali per un accordo di cessate il fuoco in Ucraina, tenendo fuori il Vecchio Continente, l'Europa sta cercando di farsi sentire.
Euronews ha chiesto a Fabian Zuleeg, direttore dell'European Policy Centre, cosa può fare il blocco per far sentire la propria voce per la fine della guerra tra Mosca e Kiev.
Alti funzionari russi incontreranno martedì in Arabia Saudita i loro omologhi americani per discutere del ripristino delle relazioni tra i due Paesi, di una soluzione pacifica al conflitto e dei preparativi per un incontro tra i presidenti russo e ucraino.
I colloqui, annunciati lunedì dal Cremlino, fanno seguito a uno scambio telefonico tra Vladimir Putin e Donald Trump la scorsa settimana, durante il quale i due leader hanno concordato di avviare i negoziati.
Mentre il tycoon ha assicurato che Volodymyr Zelensky sarà "coinvolto", non è chiaro se l'Europa avrà voce in capitolo.
"Donald Trump ha dimostrato di non essere molto disposto a condividere i negoziati con nessuno. È più pronto a fare concessioni a Putin", ha dichiarato a Euronews Fabian Zuleeg, direttore dell'European Policy Centre.
Washington e Bruxelles sembrano avere visioni diverse: il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha dichiarato che l'Ucraina dovrebbe dimenticare i territori occupati da Mosca e l'adesione alla Nato.
Da parte sua l'Europa ha ripetutamente affermato che nessuna decisione dovrebbe essere presa sull'Ucraina senza l'Ucraina.
"Tutti vogliono la pace, naturalmente. Tutti vogliono trovarsi in una situazione in cui le uccisioni cessino - afferma Fabian Zuleeg -. Ma per farlo, dobbiamo anche guardare indietro nella storia. Se all'Ucraina venisse imposta una pace ingiusta, sarebbe molto simile a quanto accaduto in Cecoslovacchia nel 1938. Non sarà qualcosa che fermerà Putin".
Washington chiede a Bruxelles garanzie di sicurezza
Un cessate il fuoco instabile non garantirebbe una pace duratura in Ucraina e in Europa.
Il Vecchio Continente ha quindi bisogno di tracciare l'architettura della sua sicurezza futura, come ha affermato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
"Abbiamo quindi bisogno di un cessate il fuoco che metta fine alle azioni militari per il momento, ma che abbia anche garanzie di durata, per evitare di ricadere in questa situazione tra qualche anno o, peggio ancora, con un'invasione degli Stati baltici, della Finlandia e del resto d'Europa", sottolinea Fabian Zuleeg.
Gli Stati Uniti hanno chiesto alle capitali europee di specificare le loro garanzie di sicurezza per Kiev: "L'Europa deve sostenere l'Ucraina. Deve fornire garanzie di sicurezza. Deve inviare truppe per garantire che Putin non oltrepassi questa linea", assicura Fabian Zuleeg.
In questo contesto il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato una riunione di emergenza a Parigi con undici leader europei.
"Sì, si tratta dell'Ucraina, ma anche di noi. Abbiamo bisogno di un approccio d'urgenza e un aumento di spese per la difesa. E ci servono entrambe le cose adesso". Lo ha scritto su X Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea, a poche ore dal vertice nella capitale francese.
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