Monte dei Paschi: i dettagli dell'offerta per Banco Bpm e Banca Generali
Il consiglio di amministrazione di Mps ha ufficializzato venerdì in una nota le condizioni finanziarie delle due offerte pubbliche di scambio volontarie destinate alla totalità delle azioni di Banco Bpm e Banca Generali.
La proposta complessiva ha un valore stimato in circa 34 miliardi di euro e si configura come un’alternativa diretta all’opas promossa da Intesa Sanpaolo sulla stessa banca senese.
I dettagli dell'operazione indicano un controvalore di 25,3 miliardi di euro per Banco Bpm con un rapporto di 1,567 azioni Mps per ciascun titolo da scambiare.
L'offerta indirizzata a Banca Generali raggiunge invece un valore di 8,72 miliardi di euro con un cambio fissato a 6,958 titoli Mps. Questa combinazione mira a garantire un'immediata creazione di valore e a rafforzare la struttura azionaria del nuovo gruppo.
Lovaglio: "Gruppo da 80 miliardi di euro, tra le prime dieci banche europee"
L'offerta di Mps segue un tentativo di acquisizione della stessa banca senese da parte di Intesa San Paolo, il maggiore gruppo bancario italiano, in collaborazione con Unipol e Bper Banca.
A causa di questa offerta, Mps deve rispettare la passivity rule e non può fare acquisizioni senza l'assenso degli azionisti che si sono dunque riuninti in un'assemblea straordinaria giovedì. I principali sono la famiglia Del Vecchio (17,5%), il gruppo Catagirone (10,2%), il fondo Blackrock (5%), il Ministero dell'Economia e delle Finanze (4,8%) e il Banco BPM (3,7%).
Si tratta potenzialmente di un enorme riposizionamento per il sistema bancario italiano, ma anche europeo vista la presenza dei francesi di Crédit Agricole in Banco Bpm di cui detiene quasi un terzo del capitale azionario.
Il gruppo aggregato tra Mps, Banco Bpm e Banca Generali, infatti, "avrebbe una capitalizzazione di mercato pro forma di circa 80 miliardi di euro, posizionandosi tra le prime dieci banche europee e al secondo posto in Italia per crediti alla clientela e rete di sportelli", ha dichiarato l'amministratore delegato dell'istituto senese, Luigi Lovaglio, in una conference call con gli analisti.
"Stiamo creando un gruppo italiano più forte, di rilevanza europea, radicato nell'economia nazionale e pronto a competere in un settore in continua evoluzione", ha detto l'ad parlando di "una aggregazione amichevole e non ostile" perché "siamo convinti della forza di questo progetto".
La partita delle banche italiane non è estranea alla politica. Il governo Meloni ha supportato le strategia di Mps verso un terzo polo bancario, prima vendendo una parte della quota pubblica della banca nel 2024, affidandola ai maggiori azionisti privati, e poi vedendo con favore l'anno successivo l'acquisizione di Mediobanca da parte dell'istituto senese e opponendosi invece al tentativo di Unicredit di prendere Bpm.
Contro l'ipotesi di un passaggio di Mps sotto Intesa San Paolo si sono schierate anche le istituzioni di Siena e della Toscana, preoccupate dall'eventuale passaggio di buona parte degli sportelli a Unipol-BPER, alleata nell'operazione, e di un potenziale ridimensionamento degli occupati della storica banca toscana.
Le condizioni del comunicato e l'assetto azionario
Il periodo di adesione alle due offerte può "avere inizio entro la prima metà del mese di dicembre 2026 e concludersi entro la prima metà del mese di febbraio 2027" si legge nel documento relativo all'operazione.
In base alle stime riportate nella nota societaria, il completamento dell'operazione porterà alla ridefinizione degli equilibri proprietari della nuova entità finanziaria.
Nel caso di un'adesione totale a entrambe le offerte di scambio, la quota di maggioranza relativa rimarrà in mano ai soci storici di Mps che deterranno circa il 50,1% del gruppo combinato, mentre la quota destinata ad azzerare la presenza autonoma dei soci di Banco Bpm e Banca Generali sarà rispettivamente del 37,2% e del 12,7%.
La strategia comunicata da Mps include inoltre "un significativo miglioramento della profittabilità e dell'efficienza operativa" con la distribuzione di 15 miliardi di euro di dividendi nel periodo 2026-2030, a cui va aggiunta una distribuzione straordinaria di 4 miliardi di euro complessivi a favore dei propri azionisti, strutturata sia in componenti di cassa che in natura tramite azioni.
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