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Spagna: le proteste contro il turismo di massa si riaccendono in vista delle vacanze di Pasqua

• Apr 4, 2025, 6:20 PM
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L'estate scorsa la Spagna è stata teatro di proteste dovute all'impennata del numero di turisti, un fenomeno che ha messo a dura prova la vita quotidiana dei residenti.

Nel 2024, oltre 90 milioni di turisti hanno visitato il Paese, e la società di consulenza Braintrust prevede che questo numero salirà a 115 milioni entro il 2040.

Arrabbiati per l'insufficienza delle misure adottate dal governo per gestire il flusso turistico, gli spagnoli hanno organizzato scioperi della fame, tappezzato i punti di ritrovo dei visitatori con messaggi anti-turismo e utilizzato pistole ad acqua contro turisti.

Con l'avvicinarsi delle vacanze di Pasqua, il sentimento anti-turisti si sta diffondendo di nuovo e le proteste sono in aumento.

I residenti chiedono alle autorità di rafforzare le normative prima che l'alta stagione porti nuovamente le destinazioni turistiche al collasso.

Perché gli spagnoli protestano contro il turismo?

L'afflusso incontrollato di turisti in Spagna negli ultimi anni ha avuto una serie di effetti indesiderati sui residenti.

Uno dei principali è l'aumento vertiginoso dei costi abitativi, poiché molte proprietà sono state destinate agli affitti turistici e i terreni acquistati per la costruzione di nuovi resort.

Lo scorso aprile, i manifestanti di Tenerife hanno organizzato uno sciopero della fame per protestare contro due nuovi cantieri per alberghi. Alcuni residenti hanno dichiarato di essere stati costretti a dormire nelle loro auto o in grotte, perché non potevano permettersi un alloggio sull'isola.

"Non abbiamo nulla contro i turisti singoli, ma l'industria sta crescendo sempre di più e sta consumando così tante risorse che l'isola non può farcela", ha dichiarato Ivan Cerdena Molina, uno dei promotori delle proteste, all'agenzia di stampa locale The Olive Press.

"Airbnb e Booking.com sono come un cancro che sta consumando l'isola poco a poco".

Anche altre località turistiche come Barcellona e Madrid stanno affrontando l'impennata dei prezzi degli affitti per i residenti.

Nel giugno dello scorso anno, il consiglio comunale di Barcellona ha annunciato un piano per eliminare le licenze per appartamenti turistici entro il 2028. La città non ha concesso nuove licenze dal 2014, quando l'offerta fu limitata a circa 10mila unità.

La Spagna sta inoltre progettando di introdurre una tassa del 100 per cento sugli immobili acquistati da residenti extracomunitari, come ultima mossa per proteggere il mercato immobiliare dagli acquirenti stranieri.

Le vendite di case a stranieri, compresi i cittadini dell'Ue, rappresentano circa il 15 per cento del mercato immobiliare, secondo il registro immobiliare spagnolo.

Le proteste contro il turismo di massa in vista delle vacanze di Pasqua

Nonostante queste misure, il risentimento continua a crescere, con proteste già programmate in vista delle vacanze di Pasqua.

A Maiorca, i residenti organizzeranno una manifestazione il 5 aprile, chiedendo soluzioni alla crisi immobiliare con lo slogan "Mettiamo fine al business immobiliare".

"L'avidità e l'avarizia di albergatori, politici, investitori immobiliari e 'parassiti' di ogni tipo hanno deteriorato l'ecosistema dell'isola, sovraccaricato i servizi pubblici e innescato la gentrificazione", scrivono gli attivisti in una lettera.

Hanno concluso implorando i turisti di non visitare l'isola, definendoli "la fonte dei nostri problemi".

In tutte le Isole Canarie, i dipendenti del settore alberghiero minacciano di scioperare durante le vacanze di Pasqua in seguito a una disputa in corso sui salari.

I due principali sindacati spagnoli, Ccoo (Comisiones Obreras) e Ugt (Unión General de Trabajadores), hanno proposto un pagamento una tantum o un aumento salariale del 7,75 per cento per il personale di hotel, ristoranti e bar in tutto l'arcipelago, per mitigare i costi di vita proibitivi dei lavoratori.

Secondo l'Istituto nazionale di statistica spagnolo, il 33,8 per cento dei residenti nelle Isole Canarie è a rischio di povertà o esclusione sociale, il dato più alto di tutte le regioni ad eccezione dell'Andalusia.

La scorsa settimana sono scoppiati disordini a Tenerife, alimentati dalla rabbia per il turismo di massa. Gli attivisti hanno vandalizzato una flotta di auto a noleggio e hanno avvertito che avrebbero intensificato le azioni prendendo di mira gli aeroporti.

Il mese prossimo, 15 gruppi di attivisti provenienti da Spagna, Portogallo, Italia e Francia terranno un vertice a Barcellona per coordinare gli sforzi contro il turismo insostenibile.

Il movimento Menys Turisme, Més Vida (Meno turismo, più vita), con sede a Maiorca, ha dichiarato che raddoppierà i suoi sforzi quest'estate.

L'alleanza di gruppi si batte contro gli effetti negativi dell'eccessivo turismo, che, secondo l'associazione, aggrava la speculazione immobiliare, spinge fuori i residenti locali e fa lievitare il costo della vita.