Lupi in Italia: aumentano gli avvistamenti e le presunte aggressioni in Puglia
In Italia crescono le segnalazioni di avvistamenti di lupi. Cinque casi di aggressioni sono stati registrati in Puglia, dove probabili attacchi di lupo hanno ferito diverse persone.
Lo scorso 21 agosto tre turisti, tra cui una 52enne e la figlia di 12 anni, sono stati aggrediti mentre si trovavano all'interno di una struttura ricettiva a Punta Pizzo, Gallipoli. I tre sono finiti in ospedale, e la donna e la bambina sono state dimesse con una prognosi di due settimane.
Secondo le ricostruzioni l'animale avrebbe prima puntato un cane di piccola taglia presente nella struttura, per poi attaccare il gruppo di turisti. Intanto sono in corso gli accertamenti dei carabinieri, con il supporto dei veterinari dell'Asl, per individuare l'animale e stabilire se si tratti davvero di un lupo.
Altri attacchi hanno coinvolto dei minori, con tre bambini rimasti feriti dall'inizio di agosto. L'ultimo caso si è verificato il 15 agosto a Noicattaro, nel Barese, e ha coinvolto un bambino di sei anni, azzannato da un presunto lupo. Il bambino ha riportato alcune ferite al torace ed è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia pediatrica del Giovanni XXIII.
L'aggressione è avvenuta mentre il bambino e la sua famiglia si trovavano in un parco cittadino del comune. L'animale avrebbe attaccato il bambino intorno alle 23 prima di essere messo in fuga dalle urla degli adulti.
Le prime ricostruzioni parlavano di un cane randagio ma il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato, ha smentito l'ipotesi, mentre sui social si sono diffuse immagini del presunto lupo, avvistato poche ore dopo l'aggressione.
La Prefettura di Bari e la Regione Puglia hanno costituito una task force per identificare l'animale attraverso droni, termocamere e lacci per la cattura. Intanto il governatore Antonio Decaro ha autorizzato il prelievo e la cattura dell'esemplare.
La presenza di possibili lupi è stata segnalata anche nell'area di Brindisi, dove un bulldog francese e due uccelli emù sono stati uccisi.
Avvistamenti anche a Riccione e in Umbria
Gli avvistamenti non riguardano solo il Sud Italia. A Riccione, in Emilia-Romagna, diversi residenti hanno avvistato un lupo che si aggirava nella parte settentrionale della città.
Il Comune ha disposto la chiusura notturna di tre parchi cittadini e ha invitato la popolazione a non abbandonare rifiuti organici fuori dai contenitori, non lasciare cibo per animali domestici all'esterno delle abitazioni e mantenere pulite da vegetazione le aree vicine alle case.
Anche in Umbria proseguono le ricerche per la cattura di un lupo che ha aggredito una bambina di quattro anni lo scorso 9 luglio ad Arrone.
Quanti sono i lupi in Italia?
In Italia si stimano circa 3.500 lupi, secondo il primo monitoraggio dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), eseguito tra il 2018 e il 2022. Circa 950 esemplari si muovono nelle regioni alpine, mentre sono più di 2500 quelli distribuiti lungo il resto della penisola.
La popolazione è aumentata in tutto il Paese. Il lupo grigio (Canis Lupus) si era quasi estinto in Italia negli anni '70, quando gli esemplari negli Appennini erano meno di 100 e si muovevano in zone isolate, dove le prede erano scarse.
La dichiarazione di "specie protetta", sancita dalla Convenzione di Berna nel 1979, ha favorito il ripopolamento. Le misure di protezione ambientale in tutta Europa hanno permesso una forte ripresa della presenza dei lupi. Tra il 2012 e il 2022, gli esemplari sono saliti da 12mila a più di 21mila, un aumento del 58 per cento, secondo uno studio condotto in 34 Paesi europei.
Con il ripopolamento sono aumentati i casi di attacchi al bestiame. Secondo uno studio del 2022, i lupi uccidono tra i 30 e i 40mila animali da allevamento ogni anno (circa ottomila in Italia), principalmente pecore
Gli attacchi dei lupi agli esseri umani sono invece rari e secondo il WWF nessuno di questi ha causato vittime nel 21esimo secolo.
Intanto lo status del lupo nell'UE è cambiato nel 2026 ed è passato da specie "strettamente protetta" a "protetta". Un cambio dettato dalla necessità di gestire il ripopolamento e le minacce ai capi di bestiame nel blocco, e che permette ai singoli Paesi di gestire con più autonomia le popolazioni di lupi, pur mantenendo stretti limiti alla caccia.
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