Al vertice sulla cooperazione in Cina il tentativo di agevolare la pace in Ucraina

Le relazioni tra Pechino e Mosca saranno al centro di un vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) che si terrà in Cina questo fine settimana. Mentre continuano i raid russi sull'Ucraina e crescono le richieste europee di ulteriori sanzioni al Cremlino, il presidente russo Vladimir Putin parteciperà all'evento nella città cinese di Tianjin insieme a circa venti altri leader mondiali.
Prevista la partecipazione, ad esempio, dei rappresentanti dei dieci Stati europei e asiatici membri della Sco, organismo che si propone come alternativa all'ordine mondiale guidato dagli Stati Uniti e di cui fanno parte Cina, Russia, India, Pakistan, Iran, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan.
Il vertice giunge in un momento difficile per alcuni di questi Paesi, con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha recentemente imposto dazi del 50 per cento sull'India, soprattutto per la decisione di Nuova Delhi di continuare ad acquistare petrolio russo.
Oltre alle tensioni sul commercio mondiale causate dalle politiche estere dell'amministrazione di Washington, ci sono poi preoccupazioni per la guerra nell'Europa dell'Est, a più di tre anni dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina.
La posizione della Cina su Russia e Ucraina
Parlando dopo il bombardamento russo del centro di Kiev all'inizio della settimana, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun ha sottolineato l'importanza del dialogo: "I negoziati sono l'unica soluzione possibile alla crisi ucraina. Chiediamo a tutte le parti interessate di far sì che il campo di battaglia non si allarghi", ha dichiarato giovedì a Pechino.
Tuttavia, pur affermando che il conflitto in corso in Ucraina deve terminare attraverso sforzi diplomatici, la Cina continua a garantire a Mosca un vitale sostegno economico e politico. Secondo l'Ue, la nazione asiatica è il maggior fornitore di beni a "duplice uso" (civile e militare) e di prodotti sensibili che sostengono l'industria militare russa e sono presenti sul campo di battaglia.
Il Servizio europeo per l’azione esterna dell'Unione europea (Seae) ha già affermato che "senza il sostegno della Cina a Mosca, la Russia non sarebbe in grado di continuare la sua guerra di aggressione contro l'Ucraina con la stessa forza". Hosuk Lee-Makiyama, direttore del Centro europeo di economia politica internazionale (Ecipe), ha affermato a Euronews che il messaggio di Pechino sulla guerra è stato diretto: "La Cina è stata molto chiara, sia ufficialmente che ufficiosamente, sul fatto che vuole la fine del conflitto, ma non vuole nemmeno vedere la Russia isolata. E se parlate con gli ucraini, vi diranno che non hanno alcun problema con la Cina".
Un "reset" nelle relazioni Cina-India?
Un altro aspetto chiave del vertice sarà il possibile "reset" delle relazioni tra Cina e India, dopo i dazi di Trump su Nuova Delhi. Lee-Makiyama ritiene che, sebbene "risolvere la guerra non sia una priorità per cinesi e indiani come lo è per gli europei", una pericolosa ulteriore escalation militare nel Vecchio Continente potrebbe, agli occhi di Delhi e Pechino, peggiorare le tensioni commerciali globali.
Dopo il vertice della Sco, Putin e alcuni degli altri leader parteciperanno a una parata militare a Pechino per celebrare l'80esimo anniversario della vittoria della Cina sul Giappone.
Gli unici leader europei che dovrebbe partecipare sono il primo ministro slovacco Robert Fico, e Aleksandar Vučić, presidente della Serbia, uno dei Paesi candidati all'adesione all'Ue.
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