Papa Leone XIV incontra la stampa: "Disarmare le parole per disarmare la Terra"

È stato accolto da un'aula gremita e da un lunghissimo applauso questo lunedì mattina Papa Leone XIV, che ha incontrato i rappresentanti dei media italiani e internazionali nell'Aula Paolo VI, a Città del Vaticano.
"Buongiorno e grazie per questa bell'accoglienza", ha detto il Pontefice, che ha subito scherzato in inglese: "Dicono che quando applaudono all'inizio non vuol dire granché... Ma se sarete ancora svegli alla fine e magari vorrete applaudire ancora, grazie".
Papa Prevost è poi passato all'italiano, ringraziando i giornalisti per il lavoro svolto in questi "giorni speciali" e rivolgendo ai migliaia di presenti un discorso sull'importanza di una comunicazione al servizio della verità, interrotto più volte dagli applausi. Qualcuno ha azzardato un "Viva il Papa!".
Il discorso di Papa Leone XIV: necessaria "comunicazione disarmata e disarmante"
"Dobbiamo dire 'no' alla guerra delle parole e delle immagini, dobbiamo respingere il paradigma della guerra", ha esordito il Pontefice, invitando ciascuno a portare avanti una "comunicazione diversa", "che non ricerca il consenso a tutti i costi, non si riveste di parole aggressive, non sposa il modello della competizione", non separa mai la ricerca della verità dall'amore".
Ha sottolineato il ruolo prezioso della libertà di espressione e di stampa e ha ribadito la solidarietà della Chiesa "ai giornalisti incarcerati per aver cercato di raccontare la verità", chiedendone la liberazione tra il fragore degli applausi. "Solo i popoli informati possono fare scelte libere", ha detto Papa Leone XIV.
"Viviamo tempi difficili da percorrere e da raccontare, che rappresentano una sfida per tutti noi e che non dobbiamo fuggire. Al contrario, ci chiedono di non cedere mai alla mediocrità", ha continuato il Pontefice, tornando sull'importanza e le responsabilità del giornalismo, soprattutto in un'era tecnologica dove l'intelligenza artificiale sta prendendo sempre più piede.
"Il vostro servizio, con le parole che usate e lo stile che adottate, è importante", ha detto Prevost, ricordando l'ultimo messaggio in merito di Papa Francesco: "Disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio, purifichiamola dall'aggressività".
A cui ha accompagnato il suo appello a una "comunicazione disarmata e disarmante", ripetendo quello che già suona come un motto. "Non serve una comunicazione fragorosa, muscolare, ma piuttosto una comunicazione capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce. Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra".
Un Leone XIV in vena di battute
Al termine del suo discorso il Papa si è intrattenuto con i giornalisti, stringendo molte mani, rispondendo ad alcune domande e concedendosi qualche siparietto scherzoso.
"Sto ancora imparando...", ha detto quando il reggente della Prefettura della Casa Pontificia gli ha fatto notare che non spettava a lui consegnare i rosari che in questi casi si distribuiscono alle prime file.
Non sono mancate battute sulla sua passione sportiva, il tennis. Ad un certo punto gli è stato chiesto se si potesse organizzare una partita di beneficenza per le pontificie opere missionarie. "Certo va bene", ha replicato il Pontefice. "Io porto Agassi", ha insistito la giornalista scherzando. Prevost ha replicato sorridendo: "Basta che non porti Sinner". A chi gli ha chiesto di giocare un doppio ha risposto: "Gioco ma non bene..."
Leone XIV si è fermato anche a firmare qualche autografo, persino su una balla da baseball, sport da lui amato sin dai tempi in cui viveva a Chicago.
Ma il Papa si è sbilanciato anche su qualche domanda più seria. A quella di un giornalista su una sua visita a breve negli Stati Uniti ha ribattuto: "Non credo", mentre ha confermato il prossimo viaggio a Nicea, in Turchia, per i 1.700 anni dal Concilio - a cui era prevista la partecipazione di Papa Francesco. "Lo stiamo preparando", ha detto il Pontefice.
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