La giunta militare del Myanmar ha annunciato un cessate il fuoco temporaneo dopo il terremoto

A cinque giorni di distanza dal devastante terremoto di magnitudo 7,7, la giunta militare di Myanmar ha annunciato un cessate il fuoco temporaneo nella guerra civile contro i gruppi ribelli nel Paese.
Lo stop ai combattimenti entra in vigore mercoledì e durerà fino al 22 aprile. L'obiettivo è quello "di accelerare gli sforzi di soccorso e ricostruzione e di mantenere la pace e la stabilità".
Secondo quanto affermato dalla giunta, i gruppi etnici armati e le milizie locali dovranno astenersi dall'attaccare e non potranno organizzarsi, raccogliere forze o espandere il loro controllo sul territorio.
Qualora queste condizioni non dovessero essere rispettate, l'esercito ha annunciato che prenderà le contromisure necessarie.
Il cessate il fuoco segue una serie di pause unilaterali annunciate dai gruppi di resistenza armata.
Il leader della giunta, Min Aung Hlaing, parteciperà al vertice regionale di giovedì a Bangkok, in Thailandia, per incontrarsi con i leader dei Paesi dell'Asia meridionale per discutere la risposta al terremoto.
In precedenza, diversi gruppi umanitari avevano chiesto un cessate il fuoco per facilitare la consegna degli aiuti.
Tom Andrews, relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Myanmar, ha dichiarato che gli attacchi militari devono cessare.
"L'attenzione in Myanmar deve essere rivolta a salvare vite umane, non a prenderne", ha dichiarato.
Salvato un 26enne dopo cinque giorni sotto le macerie
Intanto, nella capitale Naypyidaw, un uomo di 26 anni è stato estratto vivo dopo cinque giorni trascorsi sotto alle macerie.
Le squadre di soccorso locali e turche hanno localizzato l'uomo, Naing Lin Tun, e hanno scoperto che era ancora vivo utilizzando una telecamera endoscopica.
Hanno quindi creato un varco attraverso le macerie dell'hotel in cui lavorava e sotto il quale si trovava sepolto vivo e lo hanno portato in salvo mercoledì mattina, quasi 108 ore dopo il crollo dell'edificio.
L'operazione di salvataggio è durata più di nove ore, secondo l'emittente statale MRTV.
Cinque giorni dopo il devastante terremoto che ha causato gravi danni a strade e ponti, le speranze di trovare altri sopravvissuti si stanno affievolendo.
Mercoledì MRTV ha riferito che il bilancio delle vittime in Myanmar è salito a 2886, con altri 4639 feriti.
Secondo il leader militare Min Aung Hlaing, il numero dei morti potrebbe presto superare quota 3mila.
Il terremoto ha inoltre aggravato una crisi umanitaria già terribile: secondo le Nazioni Unite, già prima del disastro, quasi 20 milioni di persone avevano bisogno di assistenza umanitaria.
Nella vicina Thailandia, anch'essa colpita pesantemente dal sisma, le autorità hanno dichiarato che almeno 22 persone sono rimaste uccise.
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