I dazi Usa del 10% entrano in vigore: Paesi europei in allerta

I dazi annunciati mercoledì da Donald Trump sono entrati in vigore a partire dalla mezzanotte di Washington, le 6 del mattino in Italia.
Le tariffe doganali attive da sabato sono quelle del 10 per cento imposte su grande parte dei prodotti importati negli Stati Uniti. Quelle reciproche stabilite dall'amministrazione Trump per i singoli Paesi saranno invece attive dal prossimo 9 aprile.
La guerra commerciale scatenata da Trump ha già avuto i suoi effetti sulle borse internazionali, aggravati dall'annuncio della Cina di imporre dazi reciproci del 34 per cento sui prodotti importati dagli Stati Uniti. Venerdì i principali listini hanno chiuso in rosso. La Borsa di Milano è stata la peggiore con l'indice Ftse Mib che ha registrato in chiusura un calo del 6,53. Dati negativi anche a Francoforte, Londra e Parigi.
Trump: "Grandi aziende non sono preoccupate"
Duri gli effetti anche su Wall Street. L'indice 'della paura' Vix è schizzato al 50,93% a 45,31 punti, livello mai raggiunto dalla crisi provocata dalla pandemia da Covid-19. Il Dow Jones ha perso il 5,5 per cento, il Nasdaq il 5,8 per cento. In due giorni negli Stati Uniti bruciati 5.200 miliardi. Ma Donald Trump non si dice preoccupato delle reazioni dei mercati.
"Le grandi imprese non sono preoccupate per i dazi, perché sanno che sono destinati a rimanere, ma sono concentrate sul GRANDE, BELLISSIMO accordo, che rafforzerà la nostra economia. Molto importante. In corso proprio ora!!!",lo ha scritto il presidente Usa venerdì sera sul suo social media Truth.
Starmer avvia colloqui per rispondere ai dazi
Dall'Europa sono arrivate molte critiche ai dazi Usa. Il commissario al commercio dell'Unione europea Maros Sefcovic, dopo un colloquio telefonico con segretario al commercio statunitense Howard Lutnick ha detto che "i dazi sono dannosi e ingiustificati£, ribadendo l'impegno dell'Unione europea in negoziati "significativi".
Oltremanica, il premier britannico Keri Stramer ha avviato colloqui telefonici con i leader internazionali per discutere delle prossime mosse per evitare "una guerra commerciale totale sarebbe estremamente dannosa". Starmer ha parlato già con l'australiano Anthony Albanese e l'italiana Giorgia Meloni.
Nel pomeriggio di sabato, Starmer ha parlato anche con il presidente francese Emmanuel Macron. Secondo quanto riferito da Downing Street, i due leader hanno concordato che una guerra commerciale "non è nell'interesse di nessuno, ma nulla dovrebbe essere escluso e che è importante tenere le aziende aggiornate sugli sviluppi".
Giorgetti e Tajani invitano alla calma
Dall'Italia, gli ultimi commenti sui dazi sono arrivati dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Partecipando al Formum Teha di Cernobbio, Giorgetti ha detto che il governo deve cercare di "mantenere il sangue freddo, valutare gli impatti ed evitare di partire con una politica di controdazi, che potrebbe essere semplicemente dannosa per tutti e specialmente per noi".
"L'approccio razionale del governo è da portare a livello europeo e, invece di dire che l'Italia deve trattare da sola, io dico, semplicemente, che il governo italiano, pensando al tipo di economia che rappresenta, deve portare giustamente gli interessi italiani in Europa", ha detto poi Giorgetti, ricevendo anche il plauso di Matteo Salvini a distanza.
L'invito alla calma è arrivato anche dal ministro Tajani. "I dazi certamente sono un fatto negativo. Ma non bisogna drammatizzare perché il danno che faranno questi Dazi sarà un danno che toccherà lo 0.3 per cento del Pil europeo. Bisogna agire e non perdere la calma. Dobbiamo lavorare per tutelare le nostre imprese, il governo è impegnato, ci stiamo coordinando con l'Ue", ha detto Tajani, aggiungendo poi che a causa dei dazi i Paesi europei riusciranno difficilmente a raggiungere il 5 per cento del Pil per la spesa militare voluto dagli Usa per i Paesi aderenti alla Nato.
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