La guerra civile in Myanmar continua nonostante il cessate il fuoco imposto dopo il terremoto

Uno dei monumenti più famosi dell'area di Mandalay, il monastero di Menu Brick, è stato distrutto dal terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito il Myanmar. Il sisma è stato avvertito anche in Thailandia, nella Cina meridionale e nel resto del sudest asiatico.
Il cataclisma ha causato almeno 3.300 morti solo in Myanmar. Le squadre di soccorso stanno ancora cercando i dispersi tra le macerie, ma l'attenzione si sta lentamente spostando sull'assistenza ai sopravvissuti e sulla risposta al disastro umanitario.
Anche prima del terremoto, si stima che nel Paese ci fossero 20 milioni di persone senza alloggio e tre milioni di sfollati interni a causa della guerra civile scoppiata dopo il colpo di stato del febbraio 2021.
L'esercito ostacola i soccorsi a causa della guerra civile
Venerdì, il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, Tom Fletcher, si è recato in Myanmar. Secondo l'Unhcr, la giunta del Myanmar ha compiuto almeno 61 attacchi dal giorno del terremoto.
In una conferenza stampa, la portavoce dell'Unhcr Ravina Shamdasani ha dichiarato che l'esercito ha lanciato 16 operazioni dal cessate il fuoco temporaneo annunciato il 2 aprile e ha aggiunto che la giunta sta continuando a reclutare combattenti anche tra coloro che sono arrivati nelle aree colpite per i lavori di soccorso.
La portavoce ha sottolineato che l'esercito continua a limitare la circolazione nelle regioni colpite dal terremoto, ostacolando la consegna degli aiuti umanitari a chi ne ha bisogno.
Parte della zona disastrata è nelle mani dei ribelli
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk ha descritto la situazione umanitaria nelle aree colpite come catastrofica, sottolineando che le condizioni sono ulteriormente aggravate dalla sospensione delle telecomunicazioni da parte della giunta.
L'Alto Commissario ha invitato tutte le parti a rispettare il cessate il fuoco temporaneo e a consentire l'accesso immediato e senza ostacoli degli operatori umanitari alle aree colpite dal disastro.
In Myanmar, il colpo di stato militare del 2021 ha portato a una serie di rivolte armate contro la giunta, e da allora gruppi armati sempre più organizzati di varie minoranze etniche hanno preso il controllo di diverse aree, tra cui ampie zone della regione di Sagaing, tra le più colpite dal sisma.
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