Elezione Papa Leone XIV: tra dottrina e sinodalità, cosa aspettarsi dal pontificato di Prevost

A meno di 24 ore dalla sua elezione, fare proiezioni sul pontificato di Papa Leone XIV è per molti un enigma, persino per alcuni osservatori della realtà vaticana. "È una domanda molto difficile, anche per chi segue da anni il Vaticano", spiega a Euronews Giuseppe Cionti, vaticanista di Askanews, quando gli chiediamo cosa aspettarsi da questo nuovo pontificato.
Il neoeletto Pontefice, che dal 2023 lavorava a Roma nella Curia, "non si è molto messo in luce nel suo incarico curiale", spiega Cionti. Pur avendo operato in profondità nei dicasteri, "non era tra i primi papabili". Tuttavia, proprio questa relativa riservatezza potrebbe rivelarsi ora un punto di forza, in una fase di transizione dopo un pontificato “molto forte e impattante” come quello di Papa Francesco.
Continuità e discontinuità con Francesco
Dal punto di vista esterno, osserva Cionti, Papa Prevost "seguirà abbastanza, se non molto, il pontificato di Francesco", soprattutto sui grandi temi sociali: la pace, la vicinanza agli ultimi, e un’economia più equa. "Una economia che non uccide", per citare l’espressione cara a Bergoglio.
Ma proprio su questi temi il nuovo Papa potrebbe scontrarsi con alcune polarizzazioni presenti nella società contemporanea. "È molto probabile che entri in contrasto con certi polarismi", osserva Cionti. D’altra parte, sebbene statunitense, Leone XIV ha vissuto vent’anni in Perù, immerso nella complessità del continente latinoamericano: un'esperienza che potrebbe plasmarne le scelte e il linguaggio pastorale.
Un Papa dottrinalmente più “duro”?
Se in ambito sociale si intravedono elementi di continuità, sul piano interno e dottrinale si prevede una maggiore fermezza. "Essendo un domenicano, è dottrinalmente molto impostato", afferma Cionti, che rileva nei primi discorsi del Pontefice segnali di “riconferma della dottrina cattolica”.
Non è un caso che, parlando ai cardinali nella prima messa dopo il Conclave, Leone XIV abbia criticato l’idea di un Cristo ridotto a “superuomo”, definendola una forma di “novello ateismo”. Secondo Cionti, questo pontificato potrebbe dunque "mettere alcuni puntini sulle i", rispondendo alla richiesta di maggiore chiarezza dottrinale espressa da diversi episcopati.
La scommessa della sinodalità in un pontificato tutto da scoprire
Ma è sul tema della sinodalità che potrebbe giocarsi una delle sfide più significative del nuovo pontificato. "Il Papa ha parlato di Chiesa sinodale fin dalla loggia", sottolinea Cionti. Un segnale chiaro della volontà di proseguire e portare a compimento un processo iniziato da Francesco e ancora aperto.
Si tratta, come ricorda il vaticanista, di "un cammino importantissimo che va alle radici del governo della Chiesa e dei rapporti gerarchici". Un processo che potrebbe rivelarsi rivoluzionario all’interno delle dinamiche ecclesiali. E che Papa Leone XIV, secondo Cionti, sembra intenzionato a non lasciare incompiuto.
Le prime ore del nuovo pontificato mostrano quindi una figura ancora da decifrare, ma già delineata da alcune priorità: una Chiesa salda nella dottrina, attenta ai temi sociali e impegnata a completare il processo sinodale. "È tutta una scoperta, sia all’interno della Chiesa che all’esterno", conclude Cionti. Una scoperta che nei prossimi mesi potrebbe sorprendere tanto i fedeli quanto gli osservatori.
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