Gli Usa revocano i visti alle autorità palestinesi in vista dell'Assemblea generale Onu

Il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato la revoca dei visti per gli Stati Uniti ai membri dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) e dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) in vista dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si aprirà il 9 settembre.
Lo riferisce il dipartimento di Stato sottolineando che "l'impegno dell'amministrazione Trump era di non premiare il terrorismo".
"Prima che l'Olp e l'Autorità Palestinese possano essere considerate partner per la pace, devono ripudiare sistematicamente il terrorismo, incluso il massacro del 7 ottobre", si legge nella nota del dipartimento di Stato.
"L'Autorità Palestinese deve inoltre porre fine ai suoi tentativi di aggirare i negoziati attraverso campagne internazionali, inclusi appelli alla Cpi (Corte penale internazionale), e sforzi per ottenere il riconoscimento unilaterale di un ipotetico Stato palestinese".
"Entrambe le misure hanno contribuito materialmente al rifiuto di Hamas di rilasciare i suoi ostaggi e alla rottura dei colloqui di cessate il fuoco a Gaza", conclude il dipartimento di Stato.
Il portavoce dell'Onu Stephane Dujarric ha precisato di essere venuto a conoscenza della decisione degli Stati Uniti dalla stampa.
Ha poi fatto sapere che le Nazioni Unite "daranno seguito alla vicenda", aggiungendo che ne discuteranno "con il dipartimento di Stato, in linea con l'Accordo sulla sede delle Nazioni Unite tra l'Onu e gli Usa".
In base a un accordo con l'Onu, gli Stati Uniti sono tenuti a consentire ai rappresentanti degli Stati membri, ai funzionari e a coloro che hanno ricevuto inviti di recarsi presso la sede dell'Onu a New York senza ostacoli.
Il Dipartimento di Stato ha precisato di essere in regola con tali requisiti, poiché consentirà comunque ai diplomatici palestinesi già residenti a New York di partecipare all'evento concedendo loro l'esenzione dal visto e i permessi necessari.
Era già capitato che gli Stati Uniti limitassero la libertà di movimento dei funzionari stranieri provenienti da Paesi ostili come Russia, Iran e Corea del Nord. Tuttavia, tale libertà non era mai stata vietata completamente come nel caso dell'Olp e dell'Anp.
Abu Mazen: "Casa Bianca torni sui suoi passi"
Con un post sul social X, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha ringraziato Marco Rubio "per aver ritenuto l'Autorità nazionale palestinese e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina responsabili di aver premiato il terrorismo, l'incitamento e gli sforzi a usare la guerra legale contro Israele".
Non si è fatta attendere la risposta delle parti palestinesi interessate.
Il presidente dell'Anp Abu Mazen ha detto che la decisione dell'amministrazione Trump "è contraria alla legge internazionale" e che la Casa Bianca "deve tornare sui suoi passi". Lo riferiscono i media arabi che riportano una nota rilasciata dal suo ufficio.
Il ministero degli Esteri palestinese si è detto "sconcertato" dalla decisione di escludere la delegazione palestinese dall'Assemblea Generale delle Nazioni unite, aggiungendo che "la decisione di Washington non ostacolerà il riconoscimento internazionale di uno Stato palestinese". Lo riporta la testata israeliana Haaretz.
Lo stesso ministero ha definito la revoca dei visti una "violazione" della Convenzione sulla sede delle Nazioni Unite del 1947 e ha invitato il segretario generale Antonio Guterres e il Consiglio di sicurezza dell'Onu a "svolgere i propri compiti".
Il ministero afferma di chiedere "soluzioni diplomatiche e legali che garantiscano la partecipazione della delegazione palestinese alle discussioni dell'Assemblea generale".
Tajani apre alle sanzioni ai coloni israeliani
"Bisogna incidere attraverso le sanzioni ai coloni più violenti". Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani in merito alla proposta della Commissione europea sulla sospensione dei fondi Horizon per la ricerca e l'innovazione a Israele, che verrà discussa sabato a Copenaghen al consiglio informale Ue sotto la presidenza danese.
"Andremo al dibattito, noi preferiamo intervenire piuttosto sulle sanzioni. Ne stiamo parlando con i nostri interlocutori, in modo particolare con la Germania, e credo che ci sarà una posizione comune, Italia e Germania, su questo argomento", ha detto il ministro.
Tajani ha anche aperto a una presenza costante delle Nazioni Unite nei territori palestinesi.
"Noi riteniamo che si possa arrivare a costruire lo Stato palestinese attraverso un'azione simile a quella dell'Unifil, con una presenza militare", aggiungendo che l'Italia sarebbe disposta a parteciparvi.
"È una missione a guida araba. Ieri incontrando il ministro degli esteri saudita ho detto che noi saremmo ben lieti se fosse una guida saudita. Però c'è molto da lavorare, cioè prima di arrivare al cessate il fuoco", ha concluso.
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