Dal castello di Dracula spunta un tesoro italiano: 40 riviste di un secolo fa
Quaranta vecchi numeri di una delle più prestigiose riviste culturali italiane spuntano dagli scaffali di un castello avvolto da leggende, vampiri e misteri. E la storia diventa ancora più curiosa perché quei fascicoli potrebbero essere passati tra le mani di una regina.
Il ritrovamento è avvenuto al castello di Bran, in Transilvania, il luogo che nell'immaginario collettivo è diventato il "castello di Dracula". Nella realtà, però, la sua storia è molto più legata alla monarchia romena che al celebre vampiro di Bram Stoker: Bran fu infatti una delle residenze della regina Maria di Romania, figura amatissima e culturalmente molto attiva.
Tra gli scaffali sono comparsi circa 40 numeri di Nuova Antologia, pubblicati tra il 1932 e il 1938. Ed è proprio questa datazione a rendere il ritrovamento particolarmente intrigante. I fascicoli risalgono infatti agli anni in cui Maria era ancora in vita e frequentava il castello.
Nuova Antologia, una rivista nata nell'Italia dell'Ottocento
Per capire il peso della scoperta bisogna fare un passo indietro. Nuova Antologia è una delle più longeve riviste culturali italiane: nacque nel 1866, poco dopo l'Unità d'Italia, come spazio dedicato a letteratura, storia, politica, economia e dibattito culturale.
Nel corso della sua lunga storia ha ospitato scrittori, intellettuali e studiosi italiani e stranieri, diventando una sorta di osservatorio sulla cultura e sulla società italiana. Ancora oggi la rivista è pubblicata e conserva un importante patrimonio storico, con collezioni presenti in biblioteche e istituzioni culturali in diversi Paesi.
Insomma, quei fascicoli non sono semplicemente delle vecchie riviste dimenticate su una mensola: raccontano un pezzo della storia culturale italiana.
E qui entra in scena la regina Maria
La domanda è inevitabile: chi portò Nuova Antologia fino a Bran?
La Fondazione Spadolini Nuova Antologia, che ha segnalato il ritrovamento, avanza un'ipotesi suggestiva: potrebbe essere stata proprio Maria di Romania ad acquistare quei volumi.
Non esiste, al momento, un documento che permetta di attribuire con certezza l'acquisto alla sovrana. Ma gli indizi sono interessanti. Maria era una lettrice appassionata, acquistava libri italiani ed era particolarmente interessata alla cultura del nostro Paese.
La coincidenza delle date aggiunge un altro tassello: i numeri ritrovati furono pubblicati proprio negli anni in cui la regina viveva e frequentava Bran. Non sembrerebbe quindi una collezione arrivata casualmente nel castello molti decenni più tardi.
E c'è anche un collegamento editoriale diretto. Tra il 1936 e il 1938 Mondadori pubblicò in italiano le memorie della sovrana, nella traduzione di Mario Borsa. Nel 1937 uscì inoltre Il mio diario di guerra. Proprio nello stesso periodo Nuova Antologia dedicò ampio spazio alle sue memorie, con analisi e recensioni critiche.
La vera storia del "castello di Dracula"
Il ritrovamento porta inevitabilmente a evocare Dracula, ma qui realtà e fantasia vanno tenute separate.
Il castello di Bran è diventato una delle attrazioni più famose della Romania proprio per il legame, soprattutto turistico e letterario, con il conte Dracula. Il personaggio di Bram Stoker, però, è frutto della fiction e il romanzo non identifica in modo preciso Bran come sua dimora.
Il collegamento con il personaggio storico di Vlad III di Valacchia, detto Vlad l'Impalatore, è altrettanto complesso. Vlad è spesso associato a Dracula, ma il suo rapporto con il castello di Bran è molto meno solido di quanto suggerisca la leggenda.
La storia documentata del castello porta invece direttamente alla famiglia reale romena e, soprattutto, a Maria.
Una regina innamorata dell'Italia
Nata nel 1875 come principessa britannica, Maria sposò Ferdinando I di Romania e divenne regina nel 1914. Fu una personalità fuori dagli schemi, protagonista della vita politica e diplomatica del Paese e, allo stesso tempo, scrittrice, lettrice e grande promotrice delle arti.
La sua biografia è un intreccio internazionale: britannica di nascita, regina di Romania, profondamente inserita nella cultura europea. I suoi rapporti con l'Italia e con il mondo editoriale italiano rendono quindi tutt'altro che assurda l'idea che una parte della sua biblioteca possa essere arrivata fino a Bran.
Per ora, però, resta un'ipotesi. Non sappiamo se quei 40 numeri siano stati acquistati personalmente dalla regina. Ma la combinazione tra date, luogo e interessi culturali della sovrana rende la domanda abbastanza affascinante da meritare ulteriori ricerche.
"Non immaginavo che fosse conservata anche nel castello del conte Dracula", ha osservato Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, sottolineando come la rivista sia stata diffusa in tutto il mondo fin dalle sue origini.
E forse la parte più bella della storia è proprio questa: dietro la leggenda del vampiro potrebbe esserci, tra vecchi scaffali e pagine ingiallite, una storia molto più reale. Quella di una regina che leggeva, comprava libri italiani e forse, un secolo fa, portò un pezzo di cultura italiana fin dentro il castello più famoso della Transilvania.
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